Viaggio in Cina diPaolo Paparella

 

 

Circa un anno e mezzo fa ho avuto la fortuna di intraprendere un viaggio in Cina per motivi di lavoro, su invito di una ditta cinese del mio settore di lavoro.

Il viaggio si è diviso in una parte turistica (Pechino) ed una di lavoro (Shenzhen).

Pechino

Piazza Tienanmen

La prima tappa turistica del viaggio è piazza Tienanmen, la piazza più vasta del mondo.

Nella piazza, arredata da innumerevoli bandiere rosse, sono presenti:

  • l’entrata della città vecchia, antica residenza degli imperatori, meta di un’ intensa frequentazione di intere famiglie cinesi (anziani compresi),
  • l’Assemblea nazionale del Popolo,
  • il Museo della storia della Cina,
  • il Mausoleo di Mao, meta di interminabili code di visitatori cinesi.

Mao è considerato dalla popolazione cinese il salvatore della patria ed ad oggi ancora diffusamente venerato per avere liberato il paese dalla tirannia.

L’effige di Mao campeggia all’entrata della città vecchia.

La piazza presenta, in una sorta di sintesi tra tradizione e tecnologia, due schermi di altezza di circa 7 metri per una lunghezza di circa 35, ad altissima risoluzione di immagine, che proiettano immagini geometriche e paesaggi.

Centro città

Il centro di Pechino mostra un’impressionante vitalità tra frequentazione di magazzini occidentali di dimensioni immense ed il mercato ed i locali di ristoro della città. Nel centro si impara presto a fare attenzione al rischio rappresentato da motorini ad alimentazione elettrica che sfrecciano silenziosi. Il problema dell’inquinamento atmosferico è oggetto di interesse da parte del governo: durante la mia permanenza la situazione atmosferica rappresenta la prima notizia del telegiornale di stato della sera con immagini dettagliate di alcune città oscurate dai gas.

Shenzhen

Ci spostiamo con un volo interno a Shenzhen, città designata da Deng Xiaoping come capitale del polo industriale della Cina e meta clou del nostro viaggio.

Shenzhen è formata da una parte abitativa, caratterizzata da innumerevoli grattacieli, prevalentemente ideati da architetti occidentali e ricca di verde ben conservato ed una industriale nettamente separata dalla zona abitativa.

Il viaggio prevede la visita alla ditta ospitante, recentemente affacciatasi alla produzione internazionale del settore elettro medicale.

La ditta è di stato, fondata da un dirigente del partito comunista cinese e quotata in borsa a New York.

La visita è divisa in tre parti:

  • una molto estesa, dedicata al settore ricerca e sviluppo, dislocato in periferia;
  • una alla parte produttiva da cui si coglie, oltre all’alto livello di organizzazione industriale, una forte attenzione alla tutela dei lavoratori;
  • una alla parte commerciale, situata in un grattacielo di circa 40 piani.

I dirigenti della ditta sono molto giovani con età media di circa trenta anni; il regolamento della stessa prevede il ricambio del vertice presidenziale ogni due anni.

Un giovane dirigente con cui parlo mi fa l’elogio di Deng Xiaoping nella volontà di aprire la società cinese anche a beni di consumo.

Lo stesso mi spiega che entrare nella dirigenza del PCC è estremamente arduo ed appannaggio di un’elite selezionata di persone che svolgono un iter formativo estenuante.

Mi spiega anche che la formazione del quadro del partito prevede la frequentazione di alcuni anni in fabbrica o in fattoria (l’attuale segretario del PCC, Hu Jintao, ha trascorso sei anni in una fattoria).

Inoltre mi sono chiariti alcuni aspetti della vita sociale cinese che riguardano un miliardo e 400 milioni di persone:

  • Istruzione: lo stato assicura la gratuità della istruzione fino alle scuole medie comprese. Il tasso di alfabetizzazione sopra i 15 anni è del 98%, (uomini 99%, donne: 97%);
  • Sanità: lo stato assicura il 70% delle spese sanitarie ed in alcuni casi, per le patologie più gravi, copre l’80% delle spese;
  • Lavoro: la Cina permette la presenza nel suo territorio di imprese occidentali per una copertura occupazionale di circa il 20%; i lavoratori di tali imprese sono sottoposti a ritmi di produzione asfissianti con circa un giorno di festività al mese. Recentemente nella ditta produttrice di note marche di abbigliamento sportivo si è svolta una protesta dei lavoratori al fine di ottenere maggiori garanzie di vita. Le cause di quella protesta, per ammissione anche del giornalista di Repubblica Rampini, erano da addebitare all’uso spregiudicato degli occidentali dei lavoratori. L’80% dei lavoratori svolge attività in strutture statali con ritmi di lavoro e garanzie sovrapponibili alle nostre, con orari quotidiani di lavoro di circa sette – otto ore e vacanze assicurate per un mese all’anno.

Inoltre il giovane dirigente mi spiega che, per la popolazione anziana, è istituita, nei condomini, una sorta di solidarietà sociale, riconosciuta dalle istituzioni, attiva nei casi di bisogno che fornisce aiuti, assistenza e visite sanitarie.

Hong Kong

La partenza dalla Cina avviene dall’aeroporto di Hong Kong, il cui raggiungimento prevede il passaggio attraverso una dogana molto selettiva.

Hong Kong è una città cinese con caratteristiche di vita occidentali. La spiegazione risiede nella scelta del governo di mantenere intatta la strutturazione sociale precedente al fine di non perdere gli abitanti occidentali e di riservare alla città il ruolo di “bancomat” per gli scambi commerciali con l’occidente.

Concludo con un mio personale auspicio che molti di noi possano verificare di persona, raggiungendo la Cina, quanto quel paese rappresenti un esempio vincente di società socialista.

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