La silenziosa guerra informatica contro la Cina

A nome della Redazione La Cina Rossa,

buona lettura.

 

La Cina (prevalentemente) socialista è diventata da tempo di gran lunga la prima nazione al mondo per numero di utenti Internet, dato che nel 2013 ben 618 milioni di cittadini cinesi – quasi la metà del totale – si sono serviti di tale infrastruttura tecnologica.

Ma, oltre agli innegabili vantaggi per la popolazione e il sistema socialista cinese, tale formidabile dinamica di sviluppo ha presentato anche dei lati negativi, visto che ormai da molti anni, come attestano anche le dichiarazioni rese dall’ormai celebre transfuga dell’NSA (National Security Agency) americano Edward Snowden, l’imperialismo statunitense ha scatenato una silenziosa ma costante guerra informatica contro la Cina Popolare.

I dati forniti nell’aprile del 2014 dalle autorità statali di Pechino risultano infatti allo stesso tempo chiari ed impressionanti, rispetto alla Cyberwarfare condotta da Washington.

Dalle rivelazioni rese dal New York Times e dalla rivista tedesca Der Spiegel, negli ultimi tempi l’agenzia statunitense NSA ha ad esempio cercato di spiare e di inserirsi nei server dell’importante azienda cinese Huawei, mentre nel solo 2013, ben undici milioni di computer cinesi sono stati sottoposti ad attacchi informatici, ben il 30 percento, per un numero pari quindi a più di tre milioni che, proveniva guarda caso, da fonti e siti statunitensi.

Più nello specifico, le autorità di Pechino hanno dimostrato che nel 2013 circa 15.000 siti cinesi sono stati attaccati dal virus informatico – made in Usa – denominato “Cavallo di Troia”, mentre altri 61.000 computer del gigante asiatico sono stati bersaglio di altri attacchi “backdoor”, attraverso delle particolari “porte di servizio” segrete e costruite ad arte in computer e siti dei target prescelti.

L’imperialismo statunitense continua la sua particolare “guerra segreta” contro la Cina Popolare anche all’inizio del terzo millennio, fatto sicuro di cui la direzione del PCC (Partito comunista cinese) risulta perfettamente al corrente, a differenza della cosiddetta “sinistra antagonista” occidentale.

 

Fonte: “China of frontlines of cyber security threat”, 19 aprile 2014, in europe.chinadaily.com.cn

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