I dieci anni di cooperazione tra Africa e Cina preoccupano l’Occidente

Ripreso dal sito http://www.lacinarossa.net

16 gennaio 2011

Tratto da l’Ernesto

di Guo Qian*

su http://www.xinhua.net del 06/01/2011

 

Il Forum di Cooperazione Cina Africa (Focac), fondato nell’ottobre 2000, ha registrato grandi successi nell’ultima decade, spingendo in modo tangibile e integrale lo sviluppo di nuovo genere dell’associazione strategica sino-africana Focac, meccanismo collettivo di consultazione e dialogo tra Cina e paesi africani è il primo di questo genere nella storia delle relazioni tra le due parti.

E’ una importante strategia per il futuro, portata avanti dai membri nel contesto della Cooperazione Sud-Sud, col fine di ricercare lo sviluppo comune nella nuova situazione globale. Inoltre di quattro riunioni ministeriali, il Foro ha realizzato un vertice nel novembre 2006 a Pekino, dove il presidente cinese, Hu Jintao e i suoi omologhi africani hanno accordato in modo unanime di edificare “un nuovo tipo di associazione strategica, che abbia equità politica e fiducia reciproca così come una cooperazione economica che sia benefica per entrambe le parti e d’interscambi culturali”. Si tratta di un fatto che stabilisce la direzione futura per lo sviluppo delle relazioni sino-africane nei tempi nuovi.

Il governo cinese ha implementato in modo integrale otto iniziative di assistenza che sono state sviluppate in una serie di conferenze ministeriali, e in particolare durante il vertice di Pechino. Inoltre, sono state avviate otto nuove iniziative dalla Quarta Conferenza Ministeriale della Focac, realizzata durante l’anno passato. Grazie alla prosperità nella Focac, le relazioni sino-africane hanno registrato un’importante progresso in tutti i settori. Durante gli ultimi 10 anni, la fiducia politica ha continuato ad approfondirsi tra Cina e Africa; mentre la cooperazione pratica si è ampliata in diversi campi; uguale agli interscambi e all’apprendistato tra le due parti si sono intensificate, ha annotato il vice presidente cinese, Xi Jinping, nel discorso pronunciato in un seminario in commemorazione del decimo anniversario della Focac, che ha avuto luogo il mese scorso nella città sudafricana di Pretoria.

Fiducia per una politica di alto livello

La Cina è il principale paese in sviluppo, mentre l’Africa è il continente con il maggior numero di paesi in sviluppo. La popolazione congiunta degli stati membri del Focac rappresenta approssimativamente un terzo di quella mondiale. Il Foro, lanciato inizialmente per rafforzare maggiormente le relazioni di amicizia tra le due parti e affrontare in modo congiunto le sfide della nuova era, ha attratto l’attenzione del mondo dall’anno 2000. Il Foro ha registrato i contatti di alto livello più frequenti e gli interscambi di personale tra Cina e Africa. Durante una decade, il presidente cinese, Hu Jintao, ha realizzato sei visite in Africa. Le parti si sono appoggiate reciprocamente nei principali temi internazionali e bilaterali, oltre a coordinarsi in modo più contiguo le problematiche internazionali. Il suo contributo ha permesso che le relazioni sino-africane siano entrate in una nuova tappa di sviluppo veloce, integrale e stabile. La prima conferenza ministeriale Focac, svoltasi a Pechino nell’ottobre del 2000, ha avuto come fine quello di fare fronte alla globalizzazione e di aumentare la cooperazione tra Cine e le nazioni africane. Col fine di rafforzare il meccanismo del Focac e di migliorare in modo migliore le azioni successive, la parte cinese ha stabilito un suo Comitato di Affiancamento del Focac nel dicembre 2001; il quale è composto da alti funzionari di 21 ministeri, commissioni statali e agenzie. Nel dicembre 2003, è stato convocata la seconda conferenza ministeriale nella capitale etiope di Addis Abeba. la terza riunione e un vertice sono stati condotti a termine nel novembre 2006, a Pechino. La quarta riunione ministeriale ha avuto luogo nella località turistica di Sharm el- Sheikh, l’8 e il 9 novembre del 2009. Durante il suo sviluppo, il foro si è sviluppato in un meccanismo di dialogo con molteplici livelli tra ministri, alti funzionari…; così come in una piattaforma di consultazioni per i leader dei paesi membri, ministri degli Esteri e

ambasciatori africani in Cina. Entrambe le parti hanno avuto un dialogo collettivo e la pianificazione del futuro sviluppo delle relazioni sino-africane dentro il foro. Allo stesso tempo, si sono approfonditi i contatti tra i loro Parlamenti, partiti politici e autorità locali. Il Foro ha determinato chiaramente il consenso raggiunto dalle parti in documenti ufficiali, tale come la Dichiarazione di Pechino e il Programma per la Cooperazione tra Cina e Africa per lo Sviluppo Economico e Sociale che è stato adottato nel 2000, come la Dichiarazione di Sharm el-Sheikh e il Piano di Azione con lo stesso nome adottato nel 2009. In questo modo, il Foro non solo ha consolidato i risultati degli interscambi sino-africani durante più di mezzo secolo, ma ha anche stabilito una base più solida per la cooperazione reciproca benefica tra Cina e Africa. Attraverso gli anni, Cina ha sempre appoggiato il concetto delle non interferenza nei temi interni agli altri paesi, e non cerca di esportare i suoi valori nè i suoi modelli di sviluppo alle nazioni africane, ma di aiutarle ad affrontare i problemi di sicurezza alimentare, attenzione alla salute ed educazione tra i vari temi, attraverso di un alto numero di progetti di ricostruzione, donazioni, programmi di addestramento personale, prestiti agevolati e ridimensionamento del debito. Allo stesso tempo, le iniziative di ogni riunione ministeriale sono innovatrici e continue. Gli obbiettivi proposti per questi incontri possono essere completati attraverso un programma e anche prima del previsto. Questo dimostra che Cina, il principale paese in sviluppo e una nazione responsabile, è altamente interessata allo sviluppo dell’Africa e della crescente fiducia strategica mutua sino-africana. Nella XX sessione del Foro Economico Mondiale sull’Africa, realizzato in Tanzania nel 2010, i rappresentanti africani hanno concordato in linea generale che gli interessi strategici di Cina e Africa sono divenuti progressivamente inseparabili. Le relazioni bilaterali tra Cina e Africa stanno evolvendo in una associazione veramente fruttuosa per entrambe le parti.

Sviluppo Economico Comune

Durante l’ultima decade, è stato ottenuto un grande successo nella cooperazione economica e commerciale sino africana, in gran parte grazie alla Focac. I grandi prestiti di Cina e Africa, con zero per cento d’interesse e di tipo agevolati, hanno registrato una grande crescita. per fine 2009, Cina aveva cancellato più di 300 prestiti senza interesse che dovevano 35 nazioni severamente colpite dai debiti e le meno sviluppate dell’Africa (LDCs). In comparazione con l’anno 2000, quando il Foro è stato fondato, il commercio bilaterale sino-africano è aumentato dai 10.600 milioni di dollari a più di 100.000 milioni di quest’anno, con un tasso di crescita annuale di più del 30%. Cina è oggi il principale socio commerciale dell’Africa. In egual modo, il governo cinese ha lanciato varie iniziative, al fin di ottenere risultati nel bilancio bilaterale, per cui le esportazioni dei paesi africani in Cina sono passati dai 5.600 milioni del 2000 ai 43.000 milioni del 2009. nel luglio 2010, con l’obbiettivo di aprire ancora di più il mercato cinese all’Africa, Pechino decise di esentare dalle imposte il 60% dei prodotti di esportazione dei 26 paesi LCDs in Africa. Per cui il numero totale di questo tipo di articoli è aumentato da 478 a più di 4.700. Nei tre anni successivi al 2010, un totale del 95% dei prodotti di esportazione di tutti i paesi africani meno sviluppati verrà gradualmente esentato dalle imposte. Oltre all’aumento commerciale, cina e i paesi africani hanno condotto a termine una cooperazione pragmatica e efficiente nei campi della costruzione di infrastrutture, energia, agricoltura, finanze, salute… Nel quadro del Focac, le attività commerciali di Cina in Africa hanno spinto le economie locali e l’infrastrutture, oltre ad aver creato impieghi e migliorato le condizioni di vita degli abitanti. Per finale del 2009, quasi 2000 firme cinese avevano iniziato a svolgere attività nei paesi africani, creando più di 300.000 posti di lavoro. L’investimento diretto nel continente è aumentato da 200 milioni di dollari dell’anno 2000 a 1.440 del 2009, che rappresenta sestuplicazione del totale. Dall’altre parte, l’investimento diretto dell’Africa in Cina è aumentata dai 280 milioni ai 1.310 milioni durante lo stesso periodo. Sino ad ora Africa è il quarto destinatario degli investimenti esteri della Cina. I progetti contrattati da parte cinese in Africa hanno raggiunto un valore di 205.200 milioni sino ad agosto 2010. Le compagnie cinese hanno costruito all’incirca 60.000 chilometri di strade, così come centrali elettriche che generano una capacità totale di 3,5 milioni di Kw. Un report della Banca di Sviluppo dell’Africa ha indicato che a settembre gli investimenti cinesi sono aumentati annualmente a una media del 46% durante l’ultima decade, in particolare nel settore idrico, dei trasporti, dell’elettricità e tecnologie su comunicazione e informazione.

Il report rende l’idea del vitale contributo che la Cina dà alle infrastrutture africane, mettendo in luce come più di 35 paesi sono vincolati alla Cina per il finanziamento delle proprie infrastrutture. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono anch’esse parte della crescente partecipazione della Cina alle infrastrutture africane. I contributi del settore sopracitato si materializzano con forniture d’equipe, per un valore raggiunto di 3.000 milioni di dollari.

Interscambi culturali più vicini

Allo stesso modo, durante l’ultima decade sono state realizzati più interscambi culturali e tra i popoli, la Focac si è trasformata anche in un vincolo emotivo che approfondisce la mutua intesa e l’amicizia tradizionale tra i due popoli, e particolarmente tra le generazioni più giovani. Grazie all’iniziativa del Focac, più di 30.000 professionisti africani in vari campi hanno partecipato a differenti programmi di formazione organizzati dalla Cina I programmi d’interscambio tra la gioventù cinese e africana, le donne, le ONG e i circoli accademici si sono moltiplicati. Le borse di studio governative sono raddoppiate tra il 2006 e il 2009, più di 12.000 giovani africani stanno studiando in Cina.

Sono aumentati anche i contatti e la cooperazione tra i governi nei campi culturali, educativi, turistici, scientifici e tecnologici, coi quali si offre una motivazione intellettuale e appoggio culturale alla cooperazione sino-africana. Il festival della Gioventù Cina-Africa; Congiuntura della Cultura Africana e della Cultura di Cina, il Foro Legale; il Programma di Associazione della Scienza e della Tecnologia sino-africana; il Programma d’Interscambio e Ricerca congiunta, così come altri programmi hanno preso piede nelle quattro conferenze ministeriali che sono state svolte. Ognuna di loro sono divenute piattaforme per gli interscambi sino-africani nelle loro rispettive aree. Si attende che i vincoli tra le parti crescano ancor più durante l’ultima decade, spinti dai forti impegni tra le parti. Il Focac crea il contesto per una crescita di nuovo tipo di associazione strategica sino-africana, e assicurerà un migliore sviluppo tanto per la Cina come per le nazioni africane.

(Xinhua) 23/12/2010

Traduzione Redazione Contropiano Internazionale

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