ASSOCIAZIONE “PRIMO OTTOBRE” DI AMICIZIA ITALO – CINESE

Ripreso dal sito  www.lacinarossa.net

 

9 ottobre 2011

 

Siamo un gruppo di compagni di diversa estrazione e percorso politico che ha deciso di mettere a disposizione esperienza, impegno e tempo per:

 

migliorare e promuovere l’informazione sulla reale situazione e dinamica della Cina d’oggi;

promuovere il processo di interscambio e collaborazione a tutti i livelli tra l’Italia e Cina.

Questa scelta è necessaria in quanto:

 

Su scala planetaria la Cina è oggetto di disinformazione sulle sue caratteristiche economiche e sociali, le dinamiche politiche e produttive, culturali e etniche;

In Italia la Cina è stata per anni utilizzata dalle forze della destra al potere come paradigma negativo;

Sempre in Italia diversi  settori  della sinistra hanno e continuano ad accettare  posizioni preconcette e sostanzialmente disinformate sulla Cina;

Non esiste, per ora, o non appare sufficiente, uno  strumento in grado di arginare la costante offensiva di ignoranza e pregiudizio contro la Cina;

La non conoscenza della realtà cinese indebolisce e minaccia anche le masse popolari occidentali e di questo paese;

Dopo una prima fase di assoluto silenzio sulla Cina, durata anni, non potendo negare l’evidenza,  la propaganda e la disinformazione hanno tentato di associare gli indubbi successi cinesi alle forme capitalistiche che partecipano alla attuale fase di transizione cinese e i pur esistenti problemi alla caratteristiche socialiste già maturate nel paese.

Dunque, secondo la propaganda, quando la Cina fa bene è perché è “capitalista” quando appare criticabile ritorna ad essere un paese socialista. Per noi è il contrario. Per noi  la Cina deve tutti i propri successi alle caratteristiche socialiste predominanti, come gli eventi della crisi del 2007 hanno dimostrato. Sono infatti le caratteristiche “socialiste” ad aver fatto la differenza, con:

 

la capacità dimostrata dal sistema pianificato Cina di isolare prima e  controbattere poi gli effetti della recessione, comunque generata all’esterno del paese;

la tempestività stessa e l’efficacia con cui sono state posti in atto le misure necessarie;

la sostanziale correttezza sia economica che sociale di tali misure, condotte nei confronti di una sterminata platea di individui;

il fatto che il livello di vita delle masse lavoratrici sia uscito rafforzato e non ridotto dal periodo, pur breve, di crisi interna generato dal crollo del commercio estero nel 2009;

il fatto stesso che il numero dei soli lavoratori industriali in Cina raggiunge ormai la dimensione dell’intera popolazione attiva della de-industrializzata Unione Europea;

il successo complessivo nell’avere evitato la fase di stagnazione che tuttora attanaglia gran parte del pianeta, facilitando così la ripresa dei paesi limitrofi e in generale dei paesi in fase di sviluppo;

il fatto che la ripresa, pur avvenuta, degli altri paesi in via di sviluppo, anche nel gruppo dei  cosiddetti BRICS, non abbia avuto le stesse caratteristiche  di tempestività, profondità, ampiezza e giustizia sociale;

Il fatto che il confronto con quanto accaduto in molte altre nazioni dichiaratamente “capitaliste” e “sviluppate” segni la completa e sostanziale DIVARICAZIONE di percorso della Cina, non solo nei metodi ma anche nei risultati, come dimostrano al negativo le “ricette alternative” adottate in occidente e le relative conseguenze:

o   In occidente, la concentrazione delle risorse disponibili nel salvataggio della speculazione finanziaria a discapito dell’economia reale;

 

o   In occidente, la distribuzione senza alcuna contropartita di enormi masse di  capitali agli stessi settori sociali che hanno generato la crisi e il parallelo aumento dell’indebitamento degli Stati;

 

o   In occidente, il trasferimento dei costi delle manovre di “risanamento” alle classi lavoratrici e allo stesso ceto medio, preservando così  gli interessi e anzi arricchendo i già ricchi;

 

o   In occidente, l’ormai dichiarato insuccesso nel rilanciare un’economia stagnante e, di conseguenza, l’apertura di nuovi  fronti di crisi, di cui oggi siamo tutti testimoni.

 

Certamente la Cina non è “il paradiso in terra”. Certamente il grado di sviluppo necessario per la fase successiva di transizione non è ancora raggiunto, anche se enormi passi sono stati compiuti in questo senso; certamente gravi squilibri di natura geografica, sociale e di distribuzione delle ricchezze  si pongono e altri ancora si stanno creando.

 

Noi non abbiamo nessuna intenzione di negare tutto ciò. Del resto i primi a ricordare e discutere pubblicamente di questi ed altri problemi sono proprio gli stessi compagni cinesi.  Né ci arroghiamo la solita e decisamente ingiustificata posizione (europa-centrica)  di giudicanti.

 

Noi semplicemente ricordiamo a tutti come lo sviluppo della Cina sia avvenuto e tuttora avvenga secondo logiche e caratteristiche uniche nella storia dell’umanità: un concentrato di enormi (ed epocali) cambiamenti d’ordine economico, sociale, di costume e culturali che maturano nell’arco di uno o due piani quinquennali su una scala quantitativa mai conosciuta finora, in nessun paese della Terra e in nessuna epoca storica.

 

Da qui la necessità di capire, apprezzare, approfondire e divulgare quanto stia effettivamente avvenendo nella Repubblica Popolare di Cina, cercando così di superare l’attuale profonda mancanza di conoscenza (e i preconcetti spesso fabbricati ad arte) nei confronti dello sviluppo cinese.

 

Tutto ciò, innanzitutto, per necessità del nostro stesso paese, in quanto l’ignoranza e la disinformazione sulla Cina:

 

espongono l’Italia ad un ritardo epocale, già ampiamente misurabile oggi, nei confronti della più dinamica economia del pianeta;

disperdono e vanificano i vantaggi legati alla nostra tradizione di comprensione, attenzione e interesse nei confronti della civilizzazione cinese, da Marco Polo a Maria Ricci in poi;

consentono a forze e soggetti con approcci puramente mercantili o, peggio ancora, intimamente ostili alla evoluzione politico-sociale cinese, di proporsi quali unici interlocutori nei rapporti tra il nostro Paese e il più grande e potente Paese Socialista della Terra.

A nostro avviso, proprio la prevalenza del “carattere socialista” nella Cina di oggi richiede  la presenza attiva di interlocutori che possano dialogare con la realtà cinese utilizzando (anche ma non solo) la tradizione del marxismo europeo e mondiale nel pieno e sincero rispetto delle caratteristiche peculiari (e irripetibili) della storia, tradizione, civiltà della Repubblica Popolare di Cina.

 

 

PER QUESTE RAGIONI ABBIAMO DECISO DI FARCI PROMOTORI DELLA CREAZIONE DELLA ASSOCIAZIONE D’AMICIZIA TRA I POPOLI ITALIANO E CINESE DENOMINATA “PRIMO OTTOBRE”.

 

 

Comitato Promotore

 

Nunzia  Augeri  Marxismo Oggi

Gianfranco         Bellini

Diego Angelo    Bertozzi               Storico

Daniele                Burgio

Andrea Catone Direttore Della Rivista (Cartacea)  Marxventuno

Michele               D’Arasmo           Storico

Mauro  Gemma               Direttore Rivista On Line Marx21.It

Rolando               Giai-Levra           Direttore Gramsci  Rivista On Line Gramsci  Oggi (Http://Www.Gramscioggi.Org)

Alexander          Hobel    Storico

Massimo             Leoni     Autore Libro “Il Ruggito Del Dragone” Ed. Aurora

Fulvia    Mentil

Vladimiro            Merlin  Ex Capo Gruppo Rifondazione Comunista Comune Milano

Pino (Giuseppe)              Nicotri  Giornalista E Saggista

Flavia    Novati

Paolo    Paparella             Primario Ospedaliero

Stefano               Pizzi       Artista

Redazione “La Cina Rossa”

Sergio   Ricaldone

Nadia    Schavecher

Roberto               Sidoli     Autore Libro “Il Ruggito Del Dragone” Ed. Aurora

Luigi       Tranquillino        Consigliere Di Zona (Pdci) Comune Milano

Per contatti ed adesioni

 

gfbellini@gmail.com –  cell  3773225157

 

associazione.primoottobre@gmail.com

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