Discorso pronunciato da Salvador Valdés Mesa, membro del Burò Politico e Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e de Ministri

Discorso pronunciato da Salvador Valdés Mesa, membro del Burò Politico e Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e de Ministri

Cuba e la Cina continuano unite ad aderire al socialismo come unica via per costruire un futuro migliore

Granma
Compagno Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del

Partido Comunista di Cuba;

Compagno Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente dei Consigli di

Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba;

Compagno Esteban Lazo Hernández, Presidente dell’Assemblea Nazionale del

Potere Popolare;

Compagno Chen Xi, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della

Republica Popolare della Cina;

Compagni del Burò Politico del Comitato Centrale;

Distinti invitati:

Il 1º ottobre del 1949 è una data di speciale significato per la storia

dell’ umanità. In questo giorno, davanti a centinaia di migliaia di persone riunite in Piazza Tiananmén, il presidente Mao Zedong, i cui apporti alla lotta rivoluzionaria e il valore saranno sempre ricordati con rispetto e ammirazione, annunciò al mondo la fondazione de un nuovo Stato socialista: la Repubblica Popolare della Cina.

Il trionfo rivoluzionario fu il momento culminante di un lungo processo di lotta antifeudale e antimperialista, e segnò l’inizio di una nuova era di sviluppo e progresso per una nazione millenaria.

La storia moderna dell’umanità sarebbe stata diversa senza il trionfo della Rivoluzione Cinese.

Questo paese la cui popolazione era soprattutto contadina, conquistò la desiderata sovranità e indipendenza che a loro volta permisero la costruzione del socialismo, partendo da un ancestrale sottosviluppo, combattendo contro l’isolamento e un blocco economico imposto per 28 anni. Molti ostacoli resero più difficile, ma non impossibile il suo sviluppo.

La Cina del 2019 è molto differente da quella del 1949, già non è più il paese povero e sottosviluppato che era 70 anni fa.

La sua economia, con una crescita sostenuta, ha consolidato notoriamente il potere e il prestigio di questa nazione. Oggi conta con una solida base economica dopo 41 anni di riforma e apertura, con politiche verificate, una memoria storica preservata ed esperienze accumulate nel processo di costruzione del socialismo.

Conta con un popolo laborioso e unito, un immenso mercato interno, una cultura millenaria e un Partito che ha percorso il cammino socialista e ha saputo collocare lo sviluppo integrale, l’istituzionalità, la legalità al popolo al centro delle sue preoccupazioni.

È diventata la seconda più forte economia a livello mondiale. Negli anni ’70 ha ottenuto una crescita media annuale del PIL superiore al 8% ed ha tolto dalla povertà più di 800 milioni di persone una conquista sena precedenti nella storia dell’umanità.

La Cina è la principale produttrice mondiale di alimenti ed è stata capace d’alimentare il 24 % della popolazione mondiale con solo il 7 % delle terre coltivabili.

Con la preziosa direzione del Segretario Generale, il compagno Xi Jinping e del Partito Comunista, il paese avanza in una tappa decisiva per la consecuzione degli obiettivi compresi nelle mete del «doppio centenario», che consistono nel raddoppiare per il 2020 il PIL e le entrate pro cpaite rispeto al 2010, e nel 2019 divenire un paese socialista moderno, coincidendo con il centenario della Repubblica Popolare.

Cuba saluta e appressa altamente l’ascesa di una Cina socialista e Nella difficile congiuntura internazionale attuale il suo sviluppo costituisce un fattore di stabilità, equilibrio e opportunità per tutto il pianeta e, in particolare, per i paesi in via di sviluppo e la regione dell’ America Latina e i Caraibi.

Permettetemi in un’occasione tanto speciale come questa, di ricordare il leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro Ruz, quando nel suo prologo all’edizione in cinese di /Cento Ore con Fidel/ aveva previsto: «Dovremo contare con la Cina nel panorama mondiale del XX secolo e molte delle grandi sfide dell’umanità non avranno soluzioni senza la sua attiva e imprescindibile partecipazione».

Valutiamo positivamente che i vincoli della Cina con la Russia, come con l’America Latina e i Caraibi, si sono stretti e ampliati come non era mai avvenuto prima.

Il XIX Congresso del Partito Comunista della Cina ha appoggiato l’iniziativa della Striscia e della Rotta della Seta fatta conoscere dal segretario generale Xi Jinping nel 2013, e in virtù della quale la Cina ha proposta di condividere in maniera inclusiva e integrale le opportunità che genera il suo sviluppo , con una messa a fuoco sulla cooperazione, verso le infrastrutture e la connettività per le vie terrestri, aeree, marittime e digitali.

L’ampliamento di questo progetto verso l’America Latina e i Caraibi evidenzia che non è precisamente la Cina quella che non rispetta le norme del commercio internazionale, costruendo muri o imponendo misure di protezione o sanzioni unilaterali. Non è nemmeno quella che sta bloccando l’adozione di determinate tecnologie, chiudendo il suo mercato o frenando gli investimenti.

Distinti invitati:

L’amicizia tra Cuba e la Cina iniziò con l’arrivo a Cuba dei primi emigranti cinesi 172 anni fa, che apportarono tanta lealtà, coraggio e patriottismo nelle nostre guerre d’indipendenza contro il colonialismo spagnolo, e si legge scritta in lettere indelebili sul Monumento eretto in una parco centrale della capitale, la frase di Gonzalo de Quesada, stretto collaboratore ed esecutore del testamento letterario di José Martí: «Non c’è stato un cinese cubano disertore. Non c’è stato un cinese cubano traditore».

Questa immigrazione ha contribuito a forgiare la nazionalità cubana e a ridurre la distanza geografica che ci separa.

 

 

Eredi di queste tradizioni, nelle nostre lotte più recenti, tre discensenti diretti di cinesi hanno raggiunto il grado di generale delle gloriose Forze Armate Rivoluzionarie.I due popoli abbiamo conosciuto attraverso simili esperienza storiche la tragedia e l’oltraggio che rappresenta per un paese esser invaso, occupato da truppe straniere e sottoposto a trattati disuguali o emendamenti onerosi.

Ugualmente abbiamo dovuto affrontare il blocco, le aggressioni di ogni tipo, tentativi d’isolamento, sovversione, e una patologica diffamazione mediatica.

A Cuba e in Cina sono germogliate rivoluzioni autoctone nel XX secolo, nate dalle ardue lotte per l’indipendenza e la liberazione nazionale, di fronte a forze superiori e appoggiate dagli Stati Uniti.

In uno o un altro processo sono state realizzate importanti prodezze militari che hanno contribuito decisamente a dimostrare che il potere dell’impero e dei suoi lacchè ha dei limiti.

Solo dieci anni hanno separato i trionfi rivoluzionari nei due paesi, che in questo 2019 hanno compiuto i loro anniversari 60 e 70, rispettivamente. E nel 2020 commemoreremo sei decenni dal momento in cui la giovane Rivoluzione Cubana adottò la decisione storica e sovrana di rompere le relazioni con Taiwán e stabilirle con la Repubblica Popolare della Cina, divenendo così il primo paese dell’emisfero occidentale che riconosceva il Governo della nuova Cina come suo unico rappresentante legittimo.

Il presidente Mao Zedong, in quel lontano 7 maggio del 1960, apprezzò altamente il fatto che un piccolo paese come Cuba avesse osato realizzare una Rivoluzione così vicino agli Stati Uniti e nello stesso tempo considerava che era davvero necessario investigare la sua esperienza,

data l’importanza della Rivoluzione Cubana a livello mondiale.

L’unica e indivisibile Cina non fu riconosciuta come membro delle Nazioni Unite e del Consiglio d Sicurezza sino a 22 anni dopo la proclamazione della Repubblica Popolare, con l’appoggio fondamentale dei paesi in via di sviluppo, includendo Cuba.

Dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica e del campo socialista, Cuba e la Cina abbiamo affrontato con fermezza numerosi avversari e preservato il cammino socialista, partendo dalle realtà specifiche di ogni paese.

Questo accattivante paese asiatico è stato uno dei migliori amici di Cuba durante quel duro periodo in cui nessuno credeva che la Rivoluzione cubana potesse sopravvivere.

L’allora presidente Jiang Zemin fu l’unico Capo di Stato che ci onorò con la sua visita nel 1993 , fatto che non scorderemo mai.

Reiteriamo il nostro fermo e assoluto appoggio al principio di «una sola Cina», così come la condanna dell’ingerenza nei temi interni, dei tentativi di danneggiare l’integrità territoriale e la sovranità.

Cuba, come la Cina condanna l’egemonismo, l’unilateralismo, i blocchi, il protezionismo, le politiche di forza, le doppie morali nella lotta contro il terrorismo e l’imposizione di un modello unico nel mondo e difendiamo i principi del Diritto Internazionale e il ruolo delle Nazioni Unite.

Inoltre apprezziamo altamente il valore della sovranità, l’indipendenza, l’unità, i principi e la dignità conquistati al costo di molte vite umane preziose e di enormi sacrifici.

Distinti invitati:

Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri Miguel Díaz-Canel Bermúdez meno di un anno fa ha realizzato un positiva visita nella Repubblica Popolare della Cina. Desideriamo segnalare gli importanti consensi ottenuti durante i suoi indimenticabili incontri con il compagno Xi Jinping e i principali dirigenti cinesi, alla cui implementazione lavoriamo con sforzo e dedizione.

Dopo circa 60 anni di relazioni diplomatiche ininterrotte, i vincoli tra i nostri due paesi sono diventati un esempio dei legami tra le nazioni socialiste della cooperazione sud – sud e delle relazioni tra un grande paese e uno piccolo, sulla base dell’uguaglianza e del rispetto mutuo.

Come espressione della fiducia politica reciproca e della maturità che caratterizzano i nostri vincoli bilaterali, abbiamo scambiato esperienze sulla costruzione del socialismo. I due processi si complementano con le loro proprie forze.

Permettemi, prima di concludere, di ringraziare a nome del popolo, del Partito e del Governo cubani, per la decisione di concedere al Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, la Medaglia dell’Amicizia, il più alto onore che la Cina concede agli amici di altre nazioni per il loro contributo e l’appoggio alla modernizzazione socialista, agli scambi e la cooperazione tra questa nazione e altri paesi.

Apprezziamo questo nuovo gesto di fraternità e di riconoscimento al ruolo della direzione storica della Rivoluzione Cubana, in particolare del compagno Raúl, nella promozione dei vincoli bilaterali.

Il Generale d’Esercito ha mantenuto una straordinaria relazione con la Cina, nazione per la quale ha sempre sentito una speciale ammirazione e rispetto, ed ha concesso nello stesso tempo un’alta priorità alle relazioni bilaterali.

Ha visitato questo grande paese nel 1997, nel 2005 e nel 2012, occasioni nelle quali ha potuto dialogare con i massimi dirigenti sulle esperienze nella costruzione del socialismo e temi d’interesse comune dell’agenda internazionale. È un onore per Cuba che sia stata scelta la data della commemorazione del 70º anniversario per consegnargli una così alta decorazione.

I due paesi continuano uniti nell’adesione al socialismo come unica via per costruire un futuro migliore. Le presenti e future generazioni di cubani e cinesi sapranno preservare il prezioso legato della nostra amicizia.

Che viva la profonda amicizia tra Cuba e la Cina! (Esclamazioni di: «Viva!»)

Molte grazie! (Applausi).

(Versioni stenografiche del Consiglio di Stato/ GM – Granma Int.)

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