Citazioni

Bertold Brecht, “Vita di Galileo”, cap. quattordicesimo: “Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Io credo che la scienza non possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, Ed ogni nuova macchina non sarà fonte che di nuovi triboli per l’uomo. E quando, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità. Tra voi e l’umanità può scavarsi un abisso così grande, che ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale”.

P. Bevilacqua, (“Il grande saccheggio”, pag XVII, ed. Laterza). L’elettronica sostituisce lavoro, rende inutile la presenza di una massa crescente di lavoratori nelle fabbriche, negli uffici, nelle campagne, nelle nostre case.
Ma – ed anche questa è una novità storica – contrariamente a quanto è avvenuto per la maggior parte delle innovazioni tecnologiche del passato, essa, anziché costituire una leva di umana liberazione per operai e impiegati, e per tutti i lavoratori impegnati in questa rivoluzione, è stata trasformata in una nuova potenza da utilizzare per il loro asservimento. All’immensa crescita della produttività del lavoro degli ultimi decenni avrebbe dovuto corrispondere una più ampia redistribuzione della ricchezza, una riduzione della giornata lavorativa e una spartizione del lavoro di portata pari alla vastità delle trasformazioni produttive realizzate.
E invece il capitale, in assenza di un antagonista che lo costringesse a questa scelta progressista, in mancanza di forze politiche e sindacali che lo spingessero a proseguire il vecchio sentiero storico della modernizzazione industriale, ha ripiegato sul terreno più vantaggioso e facile delle delocalizzazioni nei paesi poveri e a bassi salari, dell’outsourcing, del decentramento organizzativo, della precarizzazione e dell’intensificazione dello sfruttamento del lavoro nei paesi di antica industrializzazione”.

Nikola Tesla (1856-1943)  “La scienza non è che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”.

Karl Marx ( discorso per l’anniversario del People’s paper, aprile 1856). “Ogni cosa oggi sembra portare in sé la sua contraddizione. Macchine, dotate del meraviglioso potere di ridurre e potenziare il lavoro umano, fanno morire l’uomo di fame e lo ammazzano di lavoro. Un misterioso e fatale incantesimo trasforma le nuove sorgenti della ricchezza in fonti di miseria. Le conquiste della tecnica sembrano ottenute a prezzo della loro stessa natura. Sembra che l’uomo nella misura in cui assoggetta la natura, si assoggetti ad altri uomini o alla propria abiezione”.

Ian Stewart (“Domare l’infinito” p.9 ed. Bollati Boringhieri). Una volta che una scoperta matematica è stata fatta, diventa disponibile per chiunque, e quindi assume vita a sé. Le idee matematiche valide difficilmente vanno fuori di moda, benché la loro implementazione possa radicalmente cambiare. I metodi per la risoluzione delle equazioni, messi a punto dagli antichi babilonesi, sono impiegati ancora oggi. Non usiamo la stessa notazione, ma il collegamento storico è innegabile.

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